Jeffrey Sachs - UN SDSN

Professor Jeffrey D. Sachs
UN SDSN

Buongiorno a tutti. È straordinario trovarci qui tutti insieme, in compagnia di persone straordinarie. Monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, in primis, è una delle persone più straordinarie che si potrebbe mai avere la fortuna di conoscere. Io mi ritengo veramente fortunato ad essere sotto la sua guida e nella sua casa. Inoltre, Betsee Parker è una persona straordinariamente speciale e noi tutti la ringraziamo nuovamente per averci portato tutti qui. Siamo in posto unico, ovviamente. Non vi dimenticherete mai di essere stati qui e, certamente, non ci dimenticheremo della foto che faremo oggi pomeriggio insieme. Questo sarà un momento memorabile per ognuno di voi.

Quanto è speciale questa stanza? Guardate qui se potete, basta girarsi per vedere lì ciò che è scritto. Si parla dell’Accademiam Lyncaeroum, istituita nel MDCIII (1603). Ci troviamo in uno dei più importanti fori del mondo, nella storia, l’Accademia delle Scienze, la Pontificia Accademia delle Scienze. Forse non sapete che il Foro dei Lincei aveva tra i suoi fondatori Galileo, uno dei fondatori del pensiero scientifico. Anche se la storia ricorda lo scontro fra la Chiesa e Galileo, l’avvenimento più rilevante è invece l’alleanza nella Chiesa tra la scienza e la fede. Questo è un avvenimento fondamentale per il mondo perché rappresenta la combinazione di fede e speranza, insieme con la conoscenza, che ci permette di realizzare un mondo migliore, e questo è il motivo per cui ci troviamo qui. Ed è interessante. Riflettevo sul fatto che la settimana scorsa io e mia moglie Sonia ci trovavamo a Lovanio, in Belgio, appena fuori Bruxelles, per celebrare il 500esimo anniversario di uno splendido libro di Thomas Moore, Utopia, che è stato pubblicato proprio 500 anni fa quest’anno. Utopia è una visione sorprendente del mondo. Si ispira, fondamentalmente, alle stesse fonti della sapienza classica e al senso della capacità di plasmare la società per il benessere umano. Dunque, ci troviamo qui in una grande tradizione, nella grande tradizione occidentale. Nonostante le persone qui vengano da tutto il mondo e da diverse tradizioni, la tradizione occidentale risale a 2500 anni fa, alla saggezza di Aristotele e ai filosofi greci, alla Chiesa e ai 400 anni di questa Accademia, e questo matrimonio tra la fede e la scienza è davvero il luogo perfetto per le nostre meravigliose deliberazioni odierne. Voglio trarre un messaggio dal Premio Nobel di quest’anno, che ha regalato un contributo importante al mondo e che in un suo testo recita:

Venite intorno gente

dovunque voi vagate

ed ammettete che le acque

attorno a voi stanno crescendo

ed accettate che presto

sarete inzuppati fino all'osso.

E se il tempo per voi

rappresenta qualcosa

fareste meglio ad incominciare a nuotare

o affonderete come pietre

perché i tempi stanno cambiando.

Avremmo potuto farvela cantare in realtà, ma Bob Dylan ha ragione su molte cose, per cui siamo felici che abbia vinto quest’anno il Premio Nobel per la Letteratura. Proseguirò in quanto ci sono altre utili indicazioni:

Venite scrittori e critici

che profetizzate con le vostre penne

e tenete gli occhi ben aperti

l'occasione non tornerà

e non parlate troppo presto

perché la ruota sta ancora girando

e non c'è nessuno che può dire

chi sarà scelto.

Perché il perdente adesso

sarà il vincente di domani

perché i tempi stanno cambiando.

 

Venite senatori, membri del congresso

per favore date importanza alla chiamata

e non rimanete sulla porta

non bloccate l'atrio

perché quello che si ferirà

sarà colui che ha cercato di impedire l'entrata

c'è una battaglia fuori

e sta infuriando.

Presto scuoterà le vostre finestre

e farà tremare i vostri muri (Quello che ci ha chiesto di fare Sua Santità Papa Francesco)

perché i tempi stanno cambiando.

 

Venite madri e padri

da ogni parte del Paese

e non criticate

quello che non potete capire

i vostri figli e le vostre figlie

sono al dì la dei vostri comandi

la vostra vecchia strada

sta rapidamente invecchiando.

Per favore andate via dalla nuova

se non potete dare una mano

perché i tempi stanno cambiando.

 

La linea è tracciata

la maledizione è lanciata

il più lento adesso

sarà il più veloce poi

ed il presente adesso

sarà il passato poi

l'ordine sta rapidamente

scomparendo.

Ed il primo ora

sarà l'ultimo poi

perché i tempi stanno cambiando.

 

Quello è il vostro mondo! Ho ascoltato questa canzone circa 10.000 volte, pressappoco 50 anni fa, e ancora riesce a scuotermi. Ma anche questo è anche il vostro mondo, e sta cambiando rapidamente. Abbiamo bisogno di nuove vie, di nuove opportunità, di nuovi mezzi, e non si avrà mai la certezza di come tale cambiamento andrà, e il punto fondamentale della nostra presenza qui oggi è la possibilità che voi siate partecipi e protagonisti del cambiamento, che non ne siate solo osservatori o spettatori. Se non scegliamo attivamente la strada giusta, nessuno potrà dire cosa accadrà. Secondo me, proprio nello stesso periodo di questa canzone, un altro uomo molto saggio, il Presidente John F. Kennedy, ha fatto una dichiarazione molto rilevante che ha definito la modernità e i suoi paradossi, affermando che: “l’uomo tiene nelle sue mani mortali il potere di abolire ogni forma di miseria umana e ogni forma di vita umana”.

Questo è il paradosso della modernità; siamo diventati tecnologicamente così potenti che ciò che sembra impossibile, cioè porre fine alla povertà, è davvero a portata di mano. E siamo diventati così tecnologicamente potenti che ciò che sembra impensabile, la distruzione su vasta scala, è a sua volta possibile ed è proprio ciò che stiamo affrontando in questo momento. Quando ne parlava il Presidente Kennedy, si riferiva soprattutto alle armi nucleari e, a tal proposito, dobbiamo considerare che solo due giorni fa alcuni jet russi e statunitensi si sono quasi scontrati sopra i cieli della Siria, perché chi detiene il potere militare non ha alcuna responsabilità e, sfortunatamente, è molto facile intraprendere dei giochi che potrebbero avere un esito disastro.

Allo stesso tempo abbiamo questa straordinaria possibilità, veramente realistica, di porre fine alla povertà, e ciò è incredibile. Potete immaginare quanto sarebbe fantastico se foste voi ragazzi a farlo? Sappiate che la gente lo sogna da millenni, l’ha definito un utopia e l’ha dichiarato impossibile, ma voi potete veramente realizzarlo. Questo è vreamente straordinario. Dunque, l’eredità che avete non è tutta negativa, ma è realmente il paradosso dell’era moderna e fondamentalmente si tratta di un appello ad assumersi questa responsabilità e quindi di un invito ad agire.

Penso che io, voi, noi tutti siamo abbastanza fortunati che si sia creata contemporaneamente una sorta di sinergia tra la visione di Papa Francesco e un appello mondiale ad agire. Ciò è avvenuto letteralmente in maniera simultanea lo scorso 25 settembre 2015 presso le Nazioni Unite (ONU) – praticamente il giorno più bello della mia vita – quando Papa Francesco ha parlato ai leader mondiali alle Nazioni Unite, e il mondo intero lo ringrazia per questo, in quanto, non appena ha concluso il suo discorso, i 193 paesi delle Nazioni Unite hanno adottato all’unanimità gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG/OSS). In effetti, che altro potevano fare? “Ok, ok, ok!” Così questo è stato un momento veramente grandioso e incredibile, ed il nostro scopo è proprio quello di attuarli nella realtà. È per questo che siamo qui e, tra l’altro, il lavoro che ci si prospetta è duro. Non intendo mettere un intero mondo sulle vostre spalle ma intendo dire che questo è il motivo per cui siamo tutti qui.

Personalmente penso che l’idea che il mondo si sia messo d’accordo su questi Obiettivi sia già di importanza notevole. Sapete, il mondo non va d’accordo su molto e ha una capacità di attenzione piuttosto breve, piuttosto diversificata, e spesso si distrae.

Dunque, quando tutti e 193 paesi delle Nazioni Unite vanno d’accordo su qualcosa, è sicuramente un bene, e il mio pensiero è che siamo fortunati perché ciò non accade spesso, al massimo una volta in una generazione, ed è ciò che è successo il 25 settembre 2015; tale spirito è persistito anche nelle settimane successive, fino al 12 dicembre 2015, quando i 193 paesi più altri tre paesi firmatari, le Isole Cook, Niue e il gruppo dei paesi dell’Unione Europea, arrivando quindi ad essere 196 firmatari, hanno sottoscritto l’Accordo sul Clima di Parigi.

Pertanto, nel giro di poche settimane abbiamo raggiunto l’unanimità mondiale sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili e Papa Francesco ha chiesto al mondo, nell’enciclica Laudato si’, di ideare un piano comune per la nostra casa comune. Il mondo si è quindi riunito, quanto meno per capire quali potrebbero essere tali obiettivi. Questa è realmente una fortuna per noi, ma il mio è un lavoro difficile, ed è ciò che dobbiamo realmente affrontare in questo momento, è l’enorme sfida di prendere ciò che, dopo tutto, è solo una serie di parole e metterle in atto.

Quando si pensa a una sfida, apprezzo molto la saggezza di uno dei miei guru scientifici e umani, il professor Edward O. Wilson, grande biologo presso l’Università di Harvard, che è non soltanto una persona magnifica ma lo ritengo anche il maggior biologo evoluzionista dei tempi moderni. Quando gli si fa visita nel suo laboratorio, egli raccoglie una formica (lui è il massimo esperto al mondo delle formiche) e si vede subito che stanno parlando tra di loro, che si capiscono reciprocamente e perfettamente. Io l’ho visto ed è incredibile!

Il Professor Wilson afferma che siamo incappati nel XXI secolo con le nostre “emozioni risalenti a Stonehenge, con le nostre istituzioni medievali e con le nostre tecnologie quasi divine”. Parla delle disconnessioni insite nella nostra natura umana e della complessità delle istituzioni quali il Governo degli Stati Uniti, fondato su un notevole documento del 1789, ma pur sempre un documento del 1789 che chiaramente non sta agendo molto bene in questo momento in termini di governance, non essendo in grado di intraprendere azioni efficaci neanche per il benessere degli americani tanto meno per il resto del mondo, e tutte queste tecnologie sorprendenti che potrebbero aiutarci a risolvere i problemi sono anche un potenziale strumento di distruzione di massa, che sia mediante le armi o mediante il cambiamento climatico indotto dalla combustione di enormi quantità di combustibili fossili.

Dunque siamo qui per capire come attuare questi Obiettivi globali, come trovare lo spirito di farlo e la direzione giusta. Se riflettete su tali Obiettivi comprenderete, fondamentalmente, che sono strettamente legati all’idea di uno Sviluppo Sostenibile e con tale termine si intende, in questo caso, una sinergia tra sviluppo economico e l’inclusione di tutti nella società, una società che sia giusta, inclusiva e pacifica, in cui occorre riorientare la nostra produzione in maniera tale che sia compatibile con la sostenibilità delle 10 milioni di altre specie sul pianeta, milioni delle quali messe a repentaglio dalla mano dell’uomo e compatibile con il sistema climatico della terra, con il ciclo dell’acqua, con la purificazione dell’aria e dell’acqua che ci permettono di sopravvivere, perché Papa Francesco ha affermato, nella Laudato Si’, che noi facciamo parte di questa natura, non siamo separati da stessa. Non possiamo distruggere la natura e pensare che l’umanità in qualche modo sopravviva.

Così gli OSS ci chiedono di occuparci simultaneamente di obiettivi d’indirizzo economico, sociale e ambientale. Questo è un compito abbastanza arduo. È come dover passare tre esami in un unico corso, che non sembra giusto. Ma in realtà è peggio, in quanto gli esami sono 17 e il programma è enorme e complicato e mentre nessuno di noi può padroneggiarlo tutto, fa parte della nostra responsabilità comprenderne le interconnessioni. Per questo non vedo l’ora di ascoltarvi oggi. Lasciatemi concludere con alcune indicazioni per voi.

Voi state iniziando adesso come leader, siete all’inizio della vostra leadership mentre io lo faccio da 40 anni. Sonia ed io siamo stati la settimana scorsa alla nostra 40° riunione con i compagni dell’università. Come vola il tempo! Così è da un po’ che penso a questa cosa e, in termini pratici, sono stato 31 anni in prima linea, nelle trincee, e credo di aver imparato una o due cose su come avvengano i cambiamenti e su come possiamo contribuire a farli accadere. Dunque, questo è ciò che volevo condividere con voi, dandovi qualche spunto.

In primo luogo, soprattutto al vostro livello di leadership, imparate, imparate, imparate, imparate! Viviamo in un mondo complicato ed è di importanza cruciale comprendere i problemi per poterli risolvere. Dunque studiate e non pretendete di conoscere le risposte fin quando non avete analizzato il problema da tutti i punti di vista possibili, fin quando non avrete ascoltato tutti gli esperti, fin quando non avrete visto tutti corsi e i video su YouTube, non avrete ascoltato tutti i relatori e seguito i TED Talk, e fin quando non avrete letto libri. Questo processo richiede almeno 40 anni e dopo 40 anni, tra l’altro, sentirete una specie di disperazione perché non soltanto starete dimenticando costantemente qualcosa, ma l’universo delle cose che vi rendete conto di dover sapere – “perché nessuno mi ha mai detto che avrei dovuto sapere quella cosa?” – continua a crescere. Ma questo è anche divertente, dovremmo essere tutti incessantemente studenti, indipendentemente da ciò che facciamo nella vita. Essere incessantemente studenti è così interessante e lo sono anche questi problemi. Ma per essere efficaci è necessario capire i problemi, e per capire i problemi è necessario analizzarli da molteplici prospettive. È necessario analizzarli dal punto di vista di tutti i partecipanti al problema. Non potete semplicemente visualizzare il problema dal vostro punto di vista, ma dovete comprenderlo da tutte le differenti prospettive. Quello che stiamo cercando di fare è anche di creare un consenso, una visione comune, una strada per riuscirci e questo richiede una visione di questi problemi a 360°.

Dunque, imparare è la prima cosa. Pensare, che fa parte dell’apprendimento ma è anche lievemente differente, significa riflettere. Pensare, parlare, confrontarsi, prendere nota, parlarsi, scambiare idee, imparando e ascoltando. Ci sono così tante buone idee al mondo che non c’è bisogno di reinventarle tutte, basta ascoltare le migliori con molta attenzione e dire “questa può andare”.

Ciò è sicuramente vero se sei un economista, perché tante cose non le sai, perciò devi necessariamente ascoltare il malariologo, l’epidemiologo, gli ingegneri elettronici, e tutti coloro che queste cose le sanno, perché se non ascolti non puoi comprendere nulla e quindi è veramente importante pensare e scambiarsi idee. Ma dopo sì, anche voi inventerete qualcosa. Questo è particolarmente importante in quanto ogni soluzione ha il proprio contesto locale, ha nuove esigenze, potrebbe richiedere nuove applicazioni che voi potreste scrivere o utilizzare, creare e elaborare. Una delle cose più emozionanti della fase storica in cui viviamo sono tutte le novità che possiamo mettere in moto e, come ha affermato Papa Francesco, e come Monsignor Sánchez Sorondo ha appena ricordato, “Quando sviluppiamo le nostre potenzialità possono sempre emergere delle novità”. Per questo le invenzioni sono così importanti, ma non bisogna inventare prima e poi imparare, perché ciò può essere particolarmente pericoloso. Non vogliamo che facciate saltare in aria i laboratori, vogliamo che apprendiate, che studiate, che abbiate prima un concetto e che poi lo inventiate. Andando avanti nella mia lista c’è il fatto di testare le cose, poiché utilizzare un concetto, metterlo alla prova, metterlo in pratica, vedere come funziona, ci insegna che non importa quanto incredibili siano le tue idee e le tue invenzioni, c’è un sacco di lavoro da fare per metterle in pratica e per farle funzionare davvero per il benessere comune. Non siamo qui per la teoria, non siamo qui per dire “era una buona idea, non capisco perché nessuno è interessato”, siamo qui ora per realizzarla, per metterla in pratica, ma metterla in pratica con tutta l’autorità scientifica e morale che proviene dalle fasi preparatorie e che rendono possibile per voi agire.

Poi sulla mia lista ho scritto mobilitare, il che significa contribuire a trovare le risorse necessarie, che si tratti di partner che collaboreranno con voi, del potere che vi permetterà di avere successo o delle risorse economiche che vi permetteranno di affrontare i costi di produzione. Voi siete tutti imprenditori dello sviluppo sostenibile. Che cosa è un imprenditore? Un imprenditore è qualcuno che mette insieme varie parti di una nuovo organismo complesso e dice “Ho veramente bisogno di aiuto su questo”, e “ho bisogno di finanziamenti per questo” e “ho veramente bisogno che il Sindaco mi aiuti a fare questo” e “ho bisogno che il mio professore mi aiuti per questo”, e “ho bisogno di alcune indicazioni su questo”, e “ho davvero bisogno che la società di telecomunicazioni mi permetta di pubblicizzare la mia idea” e “ho intenzione di mobilitare questa cosa e lo farò permettendo a tutti di avere una visione comune”.

L’imprenditore diventa così il direttore d’orchestra che aiuta a mettere insieme gli archi, la sezione fiati, le percussioni, così da poter creare una splendida sinfonia insieme. Poi, dovete essere fonte di ispirazione. Siamo circa un centinaio in questa stanza e il mondo è di composto da circa 7,4 miliardi di persone: siamo noi che abbiamo il privilegio di stare in questo straordinario posto ed è nostra responsabilità utilizzare questo potere e ispirare gli altri a fare lo stesso, a condividere questa idea, a dire “guarda quello che ho fatto, forse tu puoi farlo meglio”, o “guarda cosa sta facendo la nostra città”, o “guarda cosa sta facendo la nostra scuola”, o “guarda cosa sta facendo la nostra classe”, o “guarda questa applicazione, perché non la prendi e la migliori?” E stimolare è di certo una parte enorme di ciò che dovrete fare. Fate squadra! Parte dell’idea è di trovare qualcuno che può portare una splendida sezione di percussioni per la vostra orchestra, che sta facendo quello che dovete fare voi in un determinato luogo. Trovate il modo di fare squadra! Non reinventate tutto da capo, non presumete tutto, ma trovate il modo di ingrandire ciò che stiamo facendo insieme attraverso la collaborazione.

Insegnate! Mia moglie, Sonia, è un medico. Nella facoltà di medicina hanno un modo di dire spaventoso e allo stesso tempo fantastico: “Guardalo, eseguilo, insegnalo”. Prima tu osservi l’operazione, poi qualcuno ti mette gli strumenti in mano e dopo sei tu che insegni le cose che sai fare a qualcun altro. E insegnare è veramente una parte importante della vita. Ogni generazione deve in un certo senso incarnare tutta la conoscenza e la saggezza delle precedenti, impararla a trasmetterla agli altri. Quanto lavoro e quanti sforzi sono necessari a combattere la disorganizzazione, l’ignoranza, l’oscurità e l’oblio. L’insegnamento è quindi assolutamente fondamentale per raggiungere il traguardo.

Poi vi è la rete, e noi infatti siamo il Sustainable Development Solutions Network, ovvero il Network delle soluzioni di sviluppo sostenibile! Non siamo “l’istituto” delle soluzioni di sviluppo sostenibile, non siamo le “soluzioni” di sviluppo sostenibile. Siamo una rete per lo sviluppo sostenibile. Lo scopo principale della rete è quello di aiutare ad accendere il mondo intero, come solo una rete può farlo, mediante connessioni, e facendo in modo che quando avrete una grande idea essa venga ascoltata da mezzo mondo, e infatti, il mondo intero è qui rappresentato. Quindi anche la vostra rete, oggi, può, da sola, collegarsi al mondo intero e questo è straordinario Questa è un’opportunità che, anche grazie alle capacità di connetterci gli uni con gli altri, è così potente che dobbiamo muoverci alla svelta. Ricordate, questa è parte della sfida ma rappresenta anche un’opportunità che abbiamo. E vorrei ricordare nuovamente che i problemi che stiamo affrontando hanno, cosa insolita, una scadenza. Qualcuno potrebbe dire “Be’, la povertà c’è sempre stata, questo o quello c’è sempre stato”, ma non siamo mai stati in una situazione come quella odierna, in cui ci troviamo di fronte a delle catastrofi potenziali, però avendo allo stesso momento la possibilità epocale di un avvenimento positivo.

Questa è una condizione unica per la nostra epoca e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non sono solo belle aspirazioni, ma sono obiettivi con scadenze precise. Questo è il compito più difficile che abbiate mai ricevuto. Porre fine alla povertà entro l’anno 2030. Fermare i cambiamenti climatici indotti dall’uomo prima che il riscaldamento globale superi i 2°C. Ricordate che l’Accordo sul clima di Parigi dice che dovremmo puntare alla soglia di 1,5°C e di rimanere dunque molto al di sotto dei 2°C, entro un tempo limite. Quest’anno è stato più caldo di 1,22°C rispetto all’epoca pre-industriale. In parte a causa di “El Niño”, l’andamento di fondo è di circa 1,08°C. In altre parole, siamo già a più di metà strada nel raggiungimento del limite massimo consentito e la situazione sta ormai precipitando. È per via di queste scadenze che lavorare in rete per diffondere queste notizie è così essenziale.

Infine l’ultimo punto della mia lista mi ricorda di celebrare il fatto che siamo qui insieme, che siamo fortunati di essere in compagnia di Monsignor Sánchez Sorondo, che siamo fortunati di essere in compagnia di Betsee Parker e di essere qui insieme con molti altri amici e con persone straordinarie.

Celebriamo inoltre il fatto che, a mezzogiorno, saremo insieme al più grande capo morale del mondo e dei nostri tempi e che ci lasceremo ispirare da lui. Siamo inoltre fortunati a essere l’uno con l’altro, e mi mancano le parole per descrivere quanto sia entusiasta del vostro impegno e della vostra dedizione a questa causa. Per favore ricordate che siamo qui, noi vecchietti che fanno questo già da un po’, e siamo qui per aiutarvi ad imparare, siamo qui per aiutarvi a essere protagonisti, e contiamo su di voi. Grazie mille.

Collegamenti

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